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Giusto ricordare un po’ della nostra storia e leggenda.

Il Carnevale di Borgo d’Ale nasce nel 1972, su iniziativa dell’allora “Centro Sociale di Educazione Permanente”, diretto dal M° Giovanni Fiorano.

Le nostre maschere sono due personaggi tanto cari ai borgodalesi: Rosmunda ed Enrico La Porta, protagonisti del romanzo storico intitolato “La Cella di Borgo d’Ale”. Tale opera, scritta da Domenico Porta, nostro illustre concittadino, fu edita nel lontano 1879.

La storia raccontata richiama nella trama e nei personaggi “I Promessi Sposi” del Manzoni.

Narra la vicenda dell’amore contrastato tra i due protagonisti. Al posto dell’arrogante Don Rodrigo, troviamo un padre dispotico, il Marchese Alfredo, che ostacola l’amore dei due giovani, aiutato dal crudele barone Alfonso, tristo signore, che rinnova la figura dell’Innominato manzoniano, accettando di custodire in prigionia la giovane figlia dell’amico marchese, con la complicità di Don Procopio, novella figura del più famoso Don Abbondio.

Dalla finzione del romanzo, Borgo d’Ale ha tratto  non solo le maschere del Carnevale, ma anche la leggenda sulla sua fondazione: Enrico e Rosmunda innescano nel popolo, tenuto in schiavitù dalle autorità feudali, la voglia di ribellarsi, fino a gettare le fondamenta del nostro borgo.

E’ una versione totalmente inventata ed antitetica alla realtà storica, che vede Borgo d’Ale nascere come borgofranco nel 1270, ma ricca di suggestione….e a ben pensare si può dire che un po’ di leggenda non guasta  ma nutre la fantasia!



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Carnevale di Borgo d’Ale, tradizione e leggenda



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